Prodotti bio: l'italia ne importa 3,4 mld di kg l'anno ma molti sono cinesi

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Pubblicato il 14-03-2019 da Redazione
prodotti bio
La prova scientifica che un prodotto sia veramente bio non esiste ecco perché è fondamentale intensificare controlli alla dogana e sul campo.

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    Prodotti bio: occorre dare al più presto seguito alle raccomandazione della Corte dei Conti europea che invita a rafforzare i controlli sul'ortofrutta importata.

    L'appello arriva dalla Coldiretti che commenta la relazione speciale della Corte dei Conti Ue su “Il sistema di controllo per i prodotti biologici” pubblicata lo scorso 14 marzo.

    Qualche dato per valutare la gravità della situazione: solo nel 2018 è stato raggiunto un quantitativo record di prodotti biologici importanti:  3,4 miliardi di chili di cui 415 milioni arrivati dalla Cina.

    Prodotti bio: è boom di importazioni ma i controlli sono scarsissimi

    ortofrutta biologica
    L'ortofrutta biologica è meno bella e lucente ma contiene meno pesticidi e più antiossidanti fino a un massimo del 69% in più (parola di scienziati dell'Università di Newcastle)

    La nuova relazione, pur rilevando miglioramenti sul fronte dei controlli – denuncia Coldiretti - l’insufficienza delle verifiche sui prodotti bio che sbarcano nella Unione Europea da più di 100 diversi Paesi terzi.

    La Corte dei Conti Ue – precisa ancora Coldiretti - segnala “debolezze nei controlli svolti dagli Stati membri sulle partite in entrate” e sottolinea anche “che in alcuni Stati membri controlli espletati” “risultano incompleti”. 

    Prodotti naturali, il monito della Commissione Ue: "Più controlli sull'ortofrutta"

    Da qui la raccomandazione alla Commissione Ue di migliorare la vigilanza sull’import anche attraverso una maggiore cooperazione con gli organismi di accreditamento e con le autorità competenti.

    La Corte dei Conti Ue invita anche a garantire la tracciabilità dei prodotti perché denuncia che per molti di questi “non è stato possibile risalire al produttore agricolo”.

    Il nodo: per stabilire se un prodotto è bio non ci sono test scientifici

    Per stabilire se un prodotto è veramente bio, secondo l’organismo Ue, non ci sono test scientifici, quindi è fondamentale l’azione di controllo per garantire i consumatori che, tra l’altro, pagano per il marchio bio prezzi più elevati rispetto ai cibi convenzionali.

    Agricoltura biologica: gli effetti del pronunciamento in Italia

    Si tratta di un pronunciamento importante per l’Italia dove nel 2018 si è registrato un aumento del 10% negli acquisti di alimenti biologici che peraltro finiscono nel carrello del 64% degli cittadini del Belpaese, tra i quali un 22% li acquista regolarmente e un 42% qualche volta secondo l’indagine Coldiretti/Ixe.

    Ma l’Italia è campionessa intetazionale di biologico per  numero di imprese che utilizzano questa tecnica: si parla in sostanza di quasi 65mila aziende (64.210) su 1.795.650 ettari di terreno che subiscono la concorrenza sleale delle importazioni extracomunitarie.

    Con l’aumento dell’interesse per il biologico infatti è cresciuto anche il rischio frodi.

    Secondo un’analisi Coldiretti su dati Icqrf le notizie di reato sono quintuplicate rispetto all'anno precedente: 

    • 88 notizie di reato nel 2018
    • 19 notizie di reato nel 2017

    In quasi tutti i casi si trattava di falsi prodotti biologici importati dall’estero.

    Ecco spiegato il perché, sempre più Italiani, tra i quali come accennato l'attenzione al bio sta crescendo, decidono di produrre frutta in proprio oppure di coltivare erbe aromatiche e persino prodotti esotici come il frutto del drago.

    L'agricoltura biologica in Italia, insomma, sta conquistando sempre più interesse, tra i privati come tra le imprese, ed è fondamentale che le realtà virtuose vengano tutelate con leggi ad hoc e più controlli.

    La ricetta di Prandini: stop al conflitto di interessi tra operatori controllati e organismi di certificazione

    E’ necessario intensificare le attività di controllo e certificazione del prodotto biologico in entrata da paesi terzi anche con un maggiore coinvolgimento delle autorità doganali, al fine di garantire sia i consumatori finali rispetto alla qualità delle produzioni, sia una corretta concorrenza tra produttori intra ed extra Ue - afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - l’immissione di prodotti biologici deve essere subordinata non solo a verifiche documentali, ma anche a ispezioni fisiche e controlli analitici.

    Occorre – continua  la Coldiretti - risolvere il problema del conflitto di interessi tra operatori controllati e organismi di certificazione anche rispetto a quote di partecipazione di minoranza.

    In questo contesto è importante il fatto che grazie alla Coldiretti sia caduto il segreto di Stato sui cibi stranieri che arrivano in Italia e sarà finalmente possibile conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall’estero con lo storico pronunciamento del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 sull’accesso ai dati dei flussi commerciali del latte e dei prodotti lattiero caseari oggetto di scambio intracomunitario e provenienti dall’estero, detenuti dal Ministero della Salute e fino ad ora preclusi per ragioni pretestuose.

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